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Finanziaria: VoIP nella PA?

28 Settembre 2007 » In internet
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Dalle prime indiscrezioni sulla finanziaria 2008 (prese molto probabilmente da una bozza che Palazzo Chigi definisce superata) pare che il Governo voglia introdurre, dal 1° gennaio e comunque dalla scadenza dei contratti relativi, l’obbligo per la pubblica amministrazione centrale di utilizzare il VoIP al posto della fonia tradizionale al fine di limitarne le spese collegate. Il tutto, secondo le stime, porterebbe nel 2010 ad aver risparmiato una cosa come 450 milioni di euro. Di sicuro non ci vuole un genio per proporre una cosa del genere, i problemi veri saranno legati all’attuazione di un progetto di tale portata. I soliti maligni (credo di essere tra questi) ora diranno: “sicuramente l’azienda che prenderà l’appalto per la fornitura dei centralini VoIP e di tutti gli apparati necessari sarà legata a qualche parlamentare…o amico di parlamentare…”. Che dite? Staremo a vedere!

Repubblica Obbligo di telefonate via internet per le amministrazioni

Le amministrazioni centrali sono tenute, dal prossimo gennaio, a utilizzare i servizi “voce tramite protocollo internet”, cioè le cosiddette telefonate Voip, previste dal sistema pubblico di connettività. E’ quanto prevede un articolo di una delle ultime bozze della finanziaria che stasera sarà all’esame del Consiglio dei Ministri. L’obiettivo sarà monitorato e in caso di mancato adeguamento sarà ridotto del 30% l’importo delle risorse stanziate per le spese di telefonia.

Corriere TELEFONATE VIA VOIP - «Le pubbliche amministrazioni centrali sono tenute ad utilizzare i servizi “Voce tramite protocollo internet” (Voip) previsti dal sistema pubblico di connettività o da analoghe convenzioni stipulate a livello territoriale». È una delle novità che emergono dalla bozza della legge finanziaria all’articolo relativo alla «razionalizzazione delle spese comuni telefonici mediante migrazione verso i servizi Voip». Una misura che decorre «dal 1° gennaio e comunque dalla scadenza dei contratti relativi ai servizi di fonia» e che prevede al 2010 risparmi per 451 milioni di euro: «complessivamente una riduzione di 25 milioni di euro per l’anno 2008, 140 milioni di euro per l’anno 2009 e 286 milioni di euro a decorrere dal 2010».

Interessante anche la riduzione degli organici dei ministeri, degli enti autonomi e delle agenzie fiscali del 5% e del 10% per quanto riguarda i dirigenti di prima fascia. A quando la riduzione drastica degli stipendi dei parlamentari e dei politicanti in genere? A quando la rimozione della pensione dopo 2 anni e mezzo di legislatura? Ci sono moltissime altre cose che aiuterebbero a ridurre la spesa pubblica…

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